Neuroscienze, empatia del dolore
Come funziona l’empatia? Perchè siamo in grado di provare lo stato emotivo di un’altra persona?
Secondo le ricerche scientifiche, basta un semplice sguardo per comprendere e condividere le emozioni di un’altra persona.
Questo perchè i segnali percepiti dai sensi, attraverso una serie di reazioni inconsce, attivano gli stessi circuiti neuronali di chi prova le emozioni in prima persona.
Tuttavia, non tutte le persone empatizzano con la stessa intensità o nelle stesse situazioni, probabilmente devono esistere dei meccanismi cerebrali che permettono di filtrare i segnali e valutare quando è il caso di provare un’emozione per empatia o meno.
Gli ultimi modelli sull’empatia mettono in risalto il ruolo dei meccanismi cognitivi che permettono di valutare le situazioni.
Durante un esperimento pubblicato su Plosone.org, alcuni volontari sono stati sottoposti a due risonanze magnetiche.
Nel primo caso mentre guardavano l’immagine di iniezione dolorosa, nel secondo mentre guardavano l’immagine dell’iniezione, ma sapendo che il paziente era sottoposto ad anestesia.
Nell’ultimo caso i volontari hanno provato meno dolore. Secondo la risonanza magnetica, la sensazione di dolore è stata mitigata dalle aree del cervello normalmente coinvolte nelle attività cognitive.
In altre parole, vedere qualcuno che prova dolore attiva una risposta empatica, ma il cervello è in grado di elaborare l’informazione per stabilire quanto e se la situazione è realmente pericolosa.
Claus Lamm, Howard C. Nusbaum, Andrew N. Meltzoff, Jean Decety
Technorati Tags: empatia, dolore, emozioni, neuroimaging
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