Ereditarietà dei caratteri acquisiti

 

Le specie si modificano attraverso la trasmissione dei caratteri acquisiti. Lamarck (1755-1829) è stato uno dei primi studiosi a proporre una teoria dell’evoluzione.

Secondo Lemark le specie viventi non sono immutabili, come si credeva in quel periodo, ma sono soggette a cambiamenti durante il corso delle generazioni. Questi cambiamenti provengono da una “spinta interna”, da un tentativo dell’animale di adattarsi all’ambiente circostante.

Questa spinta produce dei cambiamenti nell’animale, ed i caratteri così modificati vengono passati alle generazioni future. Fino a quando, a furia di continui piccoli adattamenti otteniamo una specie completamente diversa da quella di partenza.

L’esempio classico è quello della giraffa. Le giraffe, secondo la Lamark hanno un collo così lungo perchè, di generazione in generazione, le giraffe hanno cercato di allungare sempre di più il collo per raggiungere le foglie più alte degli alberi.

Una giraffa che cerca di allungare il collo e ne aumenta di poco la lunghezza, trasmette per via ereditaria un collo più lungo ai suoi figli.

Ora, grazie alla genetica sappiamo che non funziona così. Il patrimonio genetico non si modifica a seconda dell’esperienza del singolo individuo.

In ogni caso, per l’epoca la teoria di Lamarck, che qui ho semplificato molto, è stata una vera innovazione. Lo stesso Darwin era convinto dell’ereditarietà dei caratteri acquisiti, e molto probabilmente, il pensiero evolutivo di Darwin è stato influenzato dalla teoria di Lamarck.

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