Facce arrabbiate e memoria visiva a breve termine
Le facce arrabbiate rafforzano la memoria visiva a breve termine.
La memoria visiva a breve termine (visual short-term memory (VSTM)) permette di “archiviare” per alcuni istanti delle informazioni sull’identità e sullo stato emotivo delle persone con cui si sta interagendo.
Le informazioni presenti nella memoria a breve termine sono costantemente aggiornate, in modo da avere a disposizione un quadro aggiornato della situazione.
Questo a differenza della memoria a lungo termine, che permette di ricordate le informazioni per lunghi periodi di tempo, anche per decenni.
Volti e memoria a breve termine
Le informazioni sui volti presenti nella memoria visiva a breve termine consentono di identificare chi sta esprimendo una certa emozione, così da poter comunicare ed interagire correttamente all’interno di un contesto sociale.
Alcune ricerche suggeriscono un legame tra la memorizzazione dei volti e l’espressione delle emozioni, cioè sembra che si ricordano meglio le facce arrabbiate rispetto ai volti felici o con espressioni neutre.
Gli autori di una ricerca pubblicata su Plosone [1] hanno studiato il legame tra facce arrabbiate e la memoria visiva a breve termine usando la risonanza magnetica funzionale (fMRI).
Strutture cerebrali coinvolte
I meccanismi cerebrali alla base del rafforzamento della memoria visiva a breve termine per i volti arrabbiati sembrano risiedere nell’emisfero destro del cervello.
Inoltre, le aree del cervello che regolano le emozioni sembrano essere distinte dalle aree che recuperano i data dalla memoria, perciò sono necessari dei circuiti neuronali che facciano da tramite tra queste aree.
I risultati suggeriscono che, in questo caso, il ruolo di “interfaccia” tra emozioni e cognizione potrebbe essere svolto da dalle strutture cerebrali note come gangli della base.
Bibliografia e approfondimenti:
[1] Jackson MC, Wolf C, Johnston SJ, Raymond JE, Linden DEJ (2008) Neural Correlates of Enhanced Visual Short-Term Memory for Angry Faces: An fMRI Study. PLoS ONE 3(10): e3536. doi:10.1371/journal.pone.0003536
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